Centro di Archeologia Sperimentale Antiquitates
Civitella Cesi (Blera-VT) / 13-15 aprile 2012
Sono aperte le iscrizioni
Programma:
-
Venerdì 13 aprile 2012
Sperimentazione e divulgazione scientifica.
Sabato 14 aprile 2012
Sperimentazione e archeologia metallurgica.
Domenica 15aprile 2012
Discussione dei poster.
Dibattito conclusivo.
Numismatica e sperimentazione
Già nella Preistoria sono attestate, specialmente dopo che venne acquisita la tecnologia del metallo, forme di accumulo e di scambio di lingotti e di strumenti.
La moneta, quale la conosciamo oggi, fa la sua prima apparizione intorno alla fine del VII secolo a.C. nelle colonie greche dell’Asia Minore, e rappresenta la soluzione di un lungo processo economico e sociale in grado di assolvere a esigenze di scambio ad ampio raggio. Il traffico di merci e manufatti, infatti, non poteva più soddisfare la complessa economia sviluppatasi nel mondo antico nell’ambito di un mercato a largo raggio, non da ultimo per la deperibilità di alcuni prodotti.
Tra Preistoria e prima età storica si situa una fase definibile come premonetale, in cui il metallo, utilizzato in varie forme e frazionabile in base al peso, costituiva un efficace mezzo di commercio. La moneta vera e propria nasce come mezzo di scambio, accettato ed emesso da una autorità riconosciuta, di regola statale, e contraddistinta dalla non deperibilità, dalla capacità di conferire valore anche allo scambio di servizi oltre che di merci, dall'essere frazionabile in sottomultipli e di essere misurabile.
Con l’affermarsi della moneta, la sua produzione si sviluppò in molteplici regioni e ciascuna entità statale che la adottò vi aggiunse propri caratteri culturali, sotto forma di figurazioni e scelte tecnologiche.
Talora le scelte furono dettate da esigenze pratiche, quali la disponibilità di un particolare metallo, come l’oro o il rame, o da motivazioni ideologiche, come l’appartenenza ad un determinato ambito economico-culturale.
Dalle sue origini, la moneta ha costituito uno strumento dell’economia delle nazioni e si può quindi parlare di una numismatica greca, etrusca, celtica, romana, bizantina, medievale, ognuna con sue peculiarità. Mentre in Italia si svilupparono tecniche dapprima legate al rame ed alle sue leghe, in Grecia e nel Vicino Oriente, invece, i metalli utilizzati sono stati l’argento e l’oro, anche in lega (elettro), dei quali si svilupparono assai precocemente metodi di estrazione e di lavorazione connessi giusto con l’inizio della monetazione.
L’incontro di studio è focalizzato sulle tematiche scientifiche relative alla moneta e alle tecnologie connesse. Si dedicherà attenzione anche alle problematiche minerarie - dall’estrazione del metallo alla sua utilizzazione - e alle tecniche di realizzazione dell’“oggetto” moneta.
Ampio spazio, naturalmente, sarà riservato alla sperimentazione e alla didattica, come nello spirito degli incontri di Archeologia Sperimentale sinora tenutisi nel centro Antiquitates.
La moneta, quale la conosciamo oggi, fa la sua prima apparizione intorno alla fine del VII secolo a.C. nelle colonie greche dell’Asia Minore, e rappresenta la soluzione di un lungo processo economico e sociale in grado di assolvere a esigenze di scambio ad ampio raggio. Il traffico di merci e manufatti, infatti, non poteva più soddisfare la complessa economia sviluppatasi nel mondo antico nell’ambito di un mercato a largo raggio, non da ultimo per la deperibilità di alcuni prodotti.
Tra Preistoria e prima età storica si situa una fase definibile come premonetale, in cui il metallo, utilizzato in varie forme e frazionabile in base al peso, costituiva un efficace mezzo di commercio. La moneta vera e propria nasce come mezzo di scambio, accettato ed emesso da una autorità riconosciuta, di regola statale, e contraddistinta dalla non deperibilità, dalla capacità di conferire valore anche allo scambio di servizi oltre che di merci, dall'essere frazionabile in sottomultipli e di essere misurabile.
Con l’affermarsi della moneta, la sua produzione si sviluppò in molteplici regioni e ciascuna entità statale che la adottò vi aggiunse propri caratteri culturali, sotto forma di figurazioni e scelte tecnologiche.
Talora le scelte furono dettate da esigenze pratiche, quali la disponibilità di un particolare metallo, come l’oro o il rame, o da motivazioni ideologiche, come l’appartenenza ad un determinato ambito economico-culturale.
Dalle sue origini, la moneta ha costituito uno strumento dell’economia delle nazioni e si può quindi parlare di una numismatica greca, etrusca, celtica, romana, bizantina, medievale, ognuna con sue peculiarità. Mentre in Italia si svilupparono tecniche dapprima legate al rame ed alle sue leghe, in Grecia e nel Vicino Oriente, invece, i metalli utilizzati sono stati l’argento e l’oro, anche in lega (elettro), dei quali si svilupparono assai precocemente metodi di estrazione e di lavorazione connessi giusto con l’inizio della monetazione.
L’incontro di studio è focalizzato sulle tematiche scientifiche relative alla moneta e alle tecnologie connesse. Si dedicherà attenzione anche alle problematiche minerarie - dall’estrazione del metallo alla sua utilizzazione - e alle tecniche di realizzazione dell’“oggetto” moneta.
Ampio spazio, naturalmente, sarà riservato alla sperimentazione e alla didattica, come nello spirito degli incontri di Archeologia Sperimentale sinora tenutisi nel centro Antiquitates.
La Sperimentazione
Il workshop si svolge in Etruria, regione ricca di giacimenti minerari metallici e dove la metallurgia ha avuto inizi assai precoci, sin dal tardo Neolitico. Essa contribuì poi in maniera sostanziale allo sviluppo e alla ricchezza della civiltà etrusca, la quale iniziò in un momento relativamente tardo le sue coniazioni, dopo una lunga fase premonetale. Purtroppo anche a causa dell’esiguità della documentazione giunta sino a noi, la conoscenza dei saperi connessi con queste pratiche è piuttosto limitata e, talora, incerta.
Un importante contributo viene fornito dall’archeologia sperimentale che, mirando a ricostruire gli antichi processi metallurgici, fornisce insostituibili informazioni alla ricerca scientifica.
L’archeologia sperimentale offre anche la possibilità di parlare al mondo contemporaneo con immediatezza, facilitando lo studio e l’avvicinamento alle problematiche archeologiche e numismatiche da parte di un più ampio pubblico, e specie nei giovani, diffondendo l’interesse per ricerche altrimenti spesso confinate ad un ristretto ambito di specialisti.
Si è voluto infine introdurre un argomento di piena attualità affrontando l'analisi della tecnologia della serie monetale dell'Euro, una moneta sovranazionale che consente di proiettare in un futuro politico e sociale l'argomento dell'incontro.
Lo scorso anno, nell’ambito del III Convegno tenutosi anch’esso presso il Centro Antiquitates, si sono poste le basi per stabilire un protocollo d’intesa su come svolgere sperimentazioni scientifiche che sia condiviso ed accettato da tutti. Uno degli scopi di questo nuovo incontro è quindi anche di proseguire un dibattito che consenta di elaborare strategie e metodologie comuni che possano aprire la strada ad un concetto innovativo di sperimentazioni archeometallurgiche.
Il programma del Workshop ha il duplice scopo di esaminare potenzialità e applicazioni dell’archeologia sperimentale nella divulgazione e nella didattica legate a quella particolare branca della metallurgia antica costituita dalla numismatica, nonché di mettere assieme sia studiosi di archeometallurgia, di numismatica antica e medievale, nonché sperimentatori professionisti a livello europeo, così da mettere a fuoco i problemi della disciplina e di contribuire alla messa a punto di un protocollo internazionale di sperimentazione.
Gli incontri avranno la durata di tre giorni nei quali esperti e sperimentatori saranno a confronto in modo da suggerire e pianificare i metodi più idonei per ottenere il massimo risultato scientifico dalle sperimentazioni. Le metodologie d’indagine elaborate saranno direttamente sperimentate sul campo nel Centro Antiquitates. Il Centro di Archeologia Sperimentale Antiquitates è situato nel pieno dell’Etruria viterbese, proprio in vista dei Monti della Tolfa, i cui giacimenti minerari molteplici indizi vorrebbero sfruttati sin dall’antichità.
Il Centro conduce inoltre da anni un’intensa attività scientifica legata alle sperimentazioni archeologiche, di cui si sono più volte avvalsi ricercatori e studiosi del settore. Questa realtà, unica nel panorama laziale, è quindi in grado di offrire l’indispensabile supporto logistico e conoscitivo di cui necessita il Workshop che si intende realizzare.
Nel corso del Workshop verranno realizzate strutture per la depurazione del metallo, fornaci fusorie, apparati di coniazione appartenenti a tradizioni storico-culturali differenti, come quelli utilizzati nel mondo etrusco, greco, romano e in area anatolica.
Un importante contributo viene fornito dall’archeologia sperimentale che, mirando a ricostruire gli antichi processi metallurgici, fornisce insostituibili informazioni alla ricerca scientifica.
L’archeologia sperimentale offre anche la possibilità di parlare al mondo contemporaneo con immediatezza, facilitando lo studio e l’avvicinamento alle problematiche archeologiche e numismatiche da parte di un più ampio pubblico, e specie nei giovani, diffondendo l’interesse per ricerche altrimenti spesso confinate ad un ristretto ambito di specialisti.
Si è voluto infine introdurre un argomento di piena attualità affrontando l'analisi della tecnologia della serie monetale dell'Euro, una moneta sovranazionale che consente di proiettare in un futuro politico e sociale l'argomento dell'incontro.
Lo scorso anno, nell’ambito del III Convegno tenutosi anch’esso presso il Centro Antiquitates, si sono poste le basi per stabilire un protocollo d’intesa su come svolgere sperimentazioni scientifiche che sia condiviso ed accettato da tutti. Uno degli scopi di questo nuovo incontro è quindi anche di proseguire un dibattito che consenta di elaborare strategie e metodologie comuni che possano aprire la strada ad un concetto innovativo di sperimentazioni archeometallurgiche.
Il programma del Workshop ha il duplice scopo di esaminare potenzialità e applicazioni dell’archeologia sperimentale nella divulgazione e nella didattica legate a quella particolare branca della metallurgia antica costituita dalla numismatica, nonché di mettere assieme sia studiosi di archeometallurgia, di numismatica antica e medievale, nonché sperimentatori professionisti a livello europeo, così da mettere a fuoco i problemi della disciplina e di contribuire alla messa a punto di un protocollo internazionale di sperimentazione.
Gli incontri avranno la durata di tre giorni nei quali esperti e sperimentatori saranno a confronto in modo da suggerire e pianificare i metodi più idonei per ottenere il massimo risultato scientifico dalle sperimentazioni. Le metodologie d’indagine elaborate saranno direttamente sperimentate sul campo nel Centro Antiquitates. Il Centro di Archeologia Sperimentale Antiquitates è situato nel pieno dell’Etruria viterbese, proprio in vista dei Monti della Tolfa, i cui giacimenti minerari molteplici indizi vorrebbero sfruttati sin dall’antichità.
Il Centro conduce inoltre da anni un’intensa attività scientifica legata alle sperimentazioni archeologiche, di cui si sono più volte avvalsi ricercatori e studiosi del settore. Questa realtà, unica nel panorama laziale, è quindi in grado di offrire l’indispensabile supporto logistico e conoscitivo di cui necessita il Workshop che si intende realizzare.
Nel corso del Workshop verranno realizzate strutture per la depurazione del metallo, fornaci fusorie, apparati di coniazione appartenenti a tradizioni storico-culturali differenti, come quelli utilizzati nel mondo etrusco, greco, romano e in area anatolica.
Comitato Scientifico
- Prof.ssa Anna Maria Bietti Sestieri, Università del Salento – LECCE
- Prof. Claudio Botrè, Università “Sapienza” - Roma
- Dott.ssa Francesca Ceci, Musei Capitolini - ROMA
- Dott.ssa Anna De Palmas, Dipartimento di Scienze Umanistiche e dell’Antichità, Università di Sassari - SASSARI
- Dott. Francesco di Gennaro, Ministero per i Beni e le Attività Culturali - ROMA
- Dott.ssa Daniela Ferro, Dipartimento di Chimica, Consiglio Nazionale delle Ricerche – ROMA
- Prof. Claudio Giardino, University of Arkansas – ROME CENTRE
- Prof. Giovanni Paternoster, Università Federico II - NAPOLI
- Prof. Mark Pearce, Dept of Archaeology, University of Nottingham - (Gran Bretagna)
- Prof. Salvador Rovira, Prof. Universidad Autónoma de Madrid - (Spagna)
- Dott. Luciano Santella, Centro di Archeologia Sperimentale Antiquitates - BLERA (VT)
- Dott.ssa Barbro Santillo Frizell, Istituto Svedese di Studi Classici - ROMA
- Dott. Sariel Shalev, University of Haifa—ISRAELE
- Dott. Daniel Steiniger, Istituto Archeologico Germanico ROMA
- Prof.ssa Raquel Vilaça, Universidade de Coimbra - PORTOGALLO